Il mondo perduto

Il mondo perduto

La #riflessione di oggi verte su un argomento che tocca ognuno di noi: il nostro mondo, un mondo perduto.

Ma quale mondo? Beh, sicuramente un mondo in tutti i sensi, come pianeta, come Universo personale.
E ciò che più mi incuriosisce è l’uso che facciamo di questo mondo. O, per lo meno, fino a che punto l’uomo è spinto a trattarlo. La domanda sorge spontanea: “dove andremo a finire?”.

Il nostro mondo perduto è ciò che noi abbiamo, ma che non abbiamo mai scoperto di avere. Ciò che noi vogliamo, ma che alla fine non riuscirà mai a soddisfare i nostri reali bisogni. La perdita del bello, come possiamo evincere dal nostro presente, è critica. Il bello cos’è, quindi? Quasi quasi non riusciamo più a distinguerlo dettagliatamente, è diventato qualcosa di astratto, per cui spesso non vale la pena averne a che fare, perchè il bello è scomodo, è difficile.

Porto un esempio molto sciocco: la comodità della tecnologia sta prendendo il sopravvento sulla bellezza del contatto personale. E quando abbiamo bisogno di parlare con qualcuno, preferiamo uno sterile whatsapp ad una chiacchierata davanti ad un caffè. Ma per fortuna gli amanti del bello esistono ancora, forse è una specie in via di estinzione. Il bello è quando hai cura di qualcuno, quando lo valorizzi nel proprio lavoro, e focalizzandomi proprio su questo, posso dire di quante brutture ci siano in giro. L’ignoranza è brutta, il voler avere a tutti i costi, sapendo anche di non potersi permettere certe cose, dove gli oggetti sono idoli, dove noi siamo schiavi dei nostri idoli.

Viviamo in un’epoca dove ci si incontra con un computer, dove ci si nasconde dietro una tastiera, dove l’arte viene messa da parte (per davvero!), dove chi ti cerca per offrirti un lavoro in realtà ti sta chiedendo di diventare il proprio schiavo, dove respirare aria pura in mezzo alle montagne è diventato difficile, perchè dobbiamo fare i conti con i nostri impegni, con tutti quei momenti risicati con cui tentiamo di avere un posto in questa società oserei dire “brutta“. Il mondo perduto è nella disonestà delle persone, nell’egoismo del voler ottenere qualcosa facendo soffrire qualcun altro al proprio posto.

Io credo che il nostro presente sia molto più povero del nostro passato, una perdita sia economica ma soprattutto di valori. E questo non ci permette di riavere il nostro amato bello.

…ma per fortuna, dico, abbiamo Facebook.

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