Riduzione cromosomica

Riduzione cromosomica

Di recente mi è capitato di leggere un articolo che “sbufalava” la teoria evoluzionistica di Darwin e dei suoi fautori: la Riduzione Cromosomica non esiste.

Nel caso in cui si presentasse, tutti gli individui affetti ne sarebbero malformati geneticamente. Avrebbero quindi una sindrome cromosomica. Riporto l’articolo di riferimento e consiglio la lettura delle 14 pagine scritte da un medico di fama internazionale che tratta con studi scientifici la questione evoluzionistica.

Uno scienziato religioso che afferma l’impossibilità di sopravvivenza o di riproduzione di tutti gli individui affetti da sindrome cromosomica, e quindi l’esistenza di un Dio Creatore che ha deciso la nascita dell’uomo a prescindere da tutte le specie animali, benchè avessimo degli antenati comuni o un patrimonio genetico molto simile.

Riporto inoltre un altro articolo che fa riferimento ad un documentario della durata di un’ora: un istituto francese riporta gli stessi studi scientifici. Ne consiglio la visione, soprattutto perchè gli studi vengono esposti da genetisti, paleontologi e medici adatti a questo ambito

Link al documentario

Buona lettura e buona sbufalata!

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Per cronacattualità è tutto, al prossimo articolo!


Fonte: Informare per resistere

Riportiamo 14 pagine (da pagina 10 a pagina 24) dell’opera del dr. Francesco Saverio Martelli, “Quando Fede e Ragione possono raccontare la stessa storia”. Il PDF completo è gratuitamente scaricabile a questo link.

Alcune informazioni sull’autore direttamente da Wikipedia:

“Medico Chirurgo Odontoiatra, Socio Fondatore dell’Accademia Italiana di Odontoiatria Microscopica e della Società Spagnola di Laser in Odontostomatologia. Membro onorario per meriti scientifici dell’Accademia Spagnola di Odontoiatria Microscopica. Membro onorario dell’Accademia Messicana di Endodonzia. Presidente onorario della Società Greca di Microscopia odontoiatrica.

Ha partecipato come relatore a più di 150 congressi internazionali in tutto il mondo portando la sua esperienza in Odontoiatria soprattutto nell’applicazione del Microscopio Operatorio, del Laser, e di nuovi approcci diagnostici a livello microbiologico e genetico, soprattutto nella terapia della Parodontite e dell’Implantologia.

È autore di articoli scientifici e capitoli di libri in ambito internazionale; autore del libro “Laser in odontostomatologia, applicazioni cliniche”.

Nel 2001 fonda a Firenze “l’Istituto di Ricerca e Formazione in Microdentistry”, ottenendo risultati importanti nel campo dell’Odontoiatria Microinvasiva, e approfondimenti scientifici sulla correlazione della parodontite con le malattie sistemiche, in particolare L’osteoporosi.”

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La sconfitta della teoria della Riduzione Cromosomica

Per  arrivare  ora  direttamente  all’argomento  che  stronca  in  maniera  definitiva  ogni  ambizione residua  di  voler  affermare  che  l’evoluzionismo  può  avere  una  base  scientifica,  vediamo  di  capire insieme, partendo dalla struttura del DNA umano, che cosa sia la Riduzione Cromosomica. Perché è questa comprensione che ci permette, poi, di constatare, nella fattispecie dell’uomo, ma comunque di  qualsivoglia  specie,  che  sia  l’aumento  di  un  solo  cromosoma,  sia  la  perdita  di  un  solo cromosoma,  risultano  sempre  incompatibili  con  la  vita  o  con  la  sua  riproduttività.  Ciò  ci  permette anche di capire che cos’è una Sindrome Cromosomica.

Qual è il dato di fatto che è sfuggito fino ad ora a tutti quelli che hanno abboccato all’amo della teoria  evolutiva?  È  che  il  patrimonio  genetico  normale  della  scimmia  è  di  48  cromosomi  e  quello dell’uomo  è  di  46.  Se  noi  derivassimo  dalla  scimmia,  dovremmo  trovare  nella  scimmia  un meccanismo,  scientificamente  comprovato,  che  spieghi  come  da  48  cromosomi  siamo  passati  ad averne 46. Se noi non dimostriamo questo passaggio, tutta la teoria evoluzionista è una favola.

Darwin  all’epoca  della  pubblicazione  del  suo  libro  non  poteva  sapere  che  la  Riduzione Cromosomica fosse un’utopia perché fino al 1959, esattamente un secolo dopo la pubblicazione del libro  ‘L’origine  delle  specie’,  non  si  conosceva  ancora  il  DNA  il  cui  corredo  cromosomico,  fra l’altro, a tutt’oggi non è stato del tutto decodificato.

Solo  poi  sono  entrati  in  scena  i  Neodarvinisti  e  gli  Evoluzionisti  che  hanno  formulato  sia  ‘la teoria della mutazione delle specie’, cioè il passaggio spontaneo da una specie ad un’altra, sia quella della ‘Riduzione Cromosomica’, teorie che, come vedremo, non sono più sostenibili alla luce delle conoscenze  odierne.  Nonostante  siano  stati  pubblicati  centinaia  di  libri  a  supporto  della  tesi evoluzionista, una dimostrazione scientifica gli evoluzionisti non l’hanno mai data!

Nel 1963 viene scoperto il DNA. È dunque una scoperta piuttosto recente che sta per compiere i 50  anni.  Ma  è  solo  negli  ultimissimi  tempi    che  si  sta  iniziando  a  ‘capire  il  funzionamento’  delle strutture della cellula. E le nuove scoperte sono tante!

Tuttavia, anche con la scoperta del DNA la conoscenza  della  struttura  dei  cromosomi  e  del  loro  funzionamento  era  ancora  legata  a  strumenti non molto sofisticati.

Il  funzionamento  del  filamento  e  di  tutto  quello  che  di  vivo  ci  sta  attorno,  noi  oggi  lo  capiamo solo con la biologia molecolare. Per questo chi è titolato a parlare di queste cose non può essere il fisico,  o  l’antropologo,  o  qualche  altro  scienziato,  o  il  teologo,  o  il  filosofo,  ma  solo  il  genetista insieme al biologo molecolare. Non è una cosa che si possa studiare con i raggi X. Anche se con i raggi  X  riusciamo  a  vedere  delle  immagini  di  come  è  fatto  un  cromosoma,  non  possiamo  trarre alcuna conseguenza dal punto di vista biologico. Possiamo solo fare uno studio da un punto di vista descrittivo.  Possiamo  vedere  questo  attorcigliamento  che  forma  la  doppia  elica.  Oltre  questo,  non andiamo. Ecco perché il genetista ha bisogno della biologia molecolare per capire come sono fatte
le strutture e il loro funzionamento.

E cosa vedono il genetista e il biologo molecolare? Vedono che la scienza oggi sta avanzando in direzione opposta rispetto ai postulati neodarwinisti. Ecco quali sono le maggiori novità.

Limiti dell’evoluzionismo per la non scientificità della teoria della Riduzione Cromosomica

Gli Evoluzionisti basano la loro teoria partendo dal fatto che il 98% del bagaglio genetico delle scimmie  e  dell’uomo  sono  simili.  Da  questa  osservazione  passano,  come  se  si  trattasse  di  una conseguenza logica, al presupposto che la Riduzione Cromosomica sia un dato di fatto. Pensano che l’uomo derivi dalla scimmia perché in tempi remoti uno o più individui sarebbero passati, in modo casuale, dai 48 cromosomi delle scimmie ai 47 e poi dai 47 ai 46 dell’uomo attuale per evoluzione spontanea  attraverso  un  processo  di  ‘fusione’  di  due  cromosomi.  Perciò  essi,  ingenuamente, considerano irrilevante il problema della Riduzione Cromosomica.

Ma tecnicamente, passare da 48 a 46 cromosomi è impossibile! ‘Statisticamente’ è impossibile!

A  chiunque  voglia  avventurarsi  in  questa  discussione  io  gli  presento  una  TABELLA  dei  casi statistici in cui c’è un cromosoma in meno e il risultato lo vedrà da solo. Il risultato è chiaro! Vedrà che  questo  passaggio  nella  realtà  ‘è  impossibile’!  Anche ‘tecnicamente’  è  impossibile!  Sfido chiunque  a  dimostrarmi  il  contrario!  Se  non  me  lo  dimostra, nemmeno  lo  ascolto.  Non  lo  ascolto perché  quella  teoria  non  solo  non  è  dimostrabile,  ma  perché  lo  studio  statistico  delle  Sindromi Cromosomiche mi dimostra esattamente il contrario.

Ora, per capire perché la natura boccia la teoria della Riduzione Cromosomica dobbiamo prima chiarire cosa sono le Sindromi Cromosomiche.

Le Sindromi Cromosomiche, le Patologie Cromosomiche e le Malattie

Lo  studio  delle  Sindromi  Cromosomiche,  fatto  nell’ottica  di  queste  nuove  conoscenze,  pur gettando  una  luce  sinistra  sulle  origini  della  specie  umana  per  come  noi  la  conosciamo  oggi,  apre per la scienza e la religione scenari di ricerca e approfondimento  non immaginabili fino a qualche decennio  fa.  Ricordiamo  infatti  che  prima  che  Watson  e  Crick  fossero  insigniti  del  premio  Nobel per gli studi condotti sulla molecola dell’acido desossiribonucleico (DNA) e prima che gli orizzonti scientifici fossero ampliati a dismisura dalle recenti acquisizioni tecnologiche che hanno permesso a Craig  Venter  e  alla  sua  équipe  il  sequenziamento  del  genoma  umano,  le  possibilità  di  studiare quello  che  da  un  punto  di  vista  informatico  potremmo considerare  il  “Linguaggio  di  Dio”  erano praticamente nulle.

Solo dopo il 1963 si è potuto mettere in relazione la malattia con il patrimonio genetico. Solo da quel  momento  l’attenzione  si  è  focalizzata  sulle  Sindromi  Cromosomiche  e  sulle  Patologie Cromosomiche  prodotte  da  anomalie  che  si  verificano  prima,  o  durante  o  dopo  il  concepimento, ossia  durante  la  divisione  e  duplicazione  meiotica,  il  successivo  scambio  e  ricombinazione  del materiale  genetico  tramite  il  così  detto  ‘crossing-over’  (incrocio  esterno)  e  la  successiva  divisione cellulare.  Se  in  una  di  queste  fasi  si  verifica  una  anomalia,  ecco  che  il  risultato  è  imperfetto.  La causa  non  è  dovuta  la  caso,  ma  a  una  irregolarità  cromosomica  o  a  un  errore  del  programma  di riproduzione per effetto dell’ibridazione della specie umana.

Le  Sindromi  Cromosomiche  si  distinguono  dalle  Patologie  Cromosomiche,  e  queste  dalle Malattie  in  genere,  per  la  loro  gravità  e  perché    interessano  contemporaneamente  tanti  organi.  Le Sindromi Cromosomiche sono, dunque, un insieme di Patologie che si manifestano in individui ‘fin dal  concepimento’  coinvolgendo  contemporaneamente  organi,  distretti e  apparati  e  si  distinguono, appunto, per la loro gravità.

Le  Patologie  Cromosomiche,  invece,  sono  esse  pure  congenite,  ma  ‘insorgono  ad  un  certo momento della vita, e solo quando c’è una predisposizione genetica’.

Se  è  interessato  solo  un  organo,  parlo  di  Malattia.  Per  esempio,  se  ho  la  cirrosi  è  ammalato  il fegato; se ho il diabete è ammalato il pancreas; se sono presbite è ammalato l’occhio… Queste sono Malattie.

A volte ci sono Patologie che non toccano il fisico, ma toccano la psiche dell’individuo. Noi non possiamo fossilizzarci solo su quello che vediamo come risultato esteriore, ossia sul fatto che alcune persone, pur gravemente colpite da tare psichiche, e qui userei Sindromi, non presentano alterazioni somatiche che possiamo vedere. Può accadere che noi li percepiamo come uomini normali mentre non lo sono, solo perché non hanno una Sindrome che ha pesato sul corpo. Questi pazienti possono essere molto più ammalati di molti che invece lo sono visibilmente.

Di tutta la materia che riguarda l’origine delle Sindromi Cromosomiche la scienza non sa ancora praticamente  niente!  Ma  crede  di  sapere  e  in  questa  presunzione  sviluppa  deliri  di  onnipotenza, come  quelli  che  si  leggono  sempre  più  spesso  nei  giornali  o  si  ascoltano  nei  media:  che…  si arriverà a debellare tutte le malattie, comprese le Sindromi, …e che un giorno si vivrà molto più a
lungo, …forse  200 anni…

Le Sindromi Cromosomiche più gravi si possono classificare, con una semplificazione estrema, in  Monosomie,  quando  hanno  un  cromosoma  in  meno,  Trisomie,  quando  hanno  un  cromosoma  in più e in Polisomie, quando hanno più cromosomi in eccesso rispetto al cariotipo normale.

Ora le vedremo nel dettaglio la TABELLA di dati statistici di cui vi ho accennato e che troviamo in molti libri di genetica americani.

Tabella delle Sindromi Cromosomiche

La TABELLA che analizzeremo è il risultato di uno studio fatto su 100.000 casi. Uno studio fatto su  100.000  casi  ha  una  potenza  statistica  sulla  quale  nessuno  può  eccepire  nulla  in  campo scientifico:  è  ‘legge’.  Nessuno  può  contestare  quei  dati.  Perché normalmente  gli  studi  scientifici, quando vengono fatti su 1000 casi, sono già studi che statisticamente hanno un peso.

Le Sindromi Cromosomiche finora scoperte sono tantissime e riguardano tutti i cromosomi. Qui, per esemplificazione, riportiamo solo alcuni esempi.

Vediamo cosa ci dice la statistica dei casi esaminati.

Se  noi  analizziamo  questa  TABELLA,  vediamo  che  quando  si  tocca  il  numero  dei  cromosomi l’individuo  o  non  nasce  affatto  o,  se  nasce,  nasce  malformato.  Nasce  con  una  Sindrome Cromosomica.  E  nasce  con  l’impossibilità  a  riprodursi.  Il  che  ci dimostra  che  non  possiamo nemmeno supporre che il passaggio da una scimmia all’uomo sia avvenuto in natura attraverso una Riduzione Cromosomica. E neanche se si assomma un cromosoma la situazione migliora. Vediamo che  quando  avvengono  delle  Trisomie  nei  cromosomi  maggiori  (1-12)  lo  zigote  non  s’impianta nemmeno o, se inizia la gestazione, muore subito dopo e viene espulso con un aborto spontaneo. In nessun  caso  nasce  vivo.  Sopravvivono  solo  quelli  in  cui  avviene  solo  una  delezione,  ossia  viene toccata soltanto una piccola parte di un cromosoma, ma ciò produce sempre una Sindrome.

Altra osservazione, conseguente a questa, è che le Sindromi avvengono sempre nei cromosomi di più  piccole  dimensioni  perché  con  compiti  meno  indispensabili  alla  vita.  Queste  sono,  comunque, egualmente  devastanti  e  interessano  contemporaneamente  più  organi.  Ad  esempio  la  Sindrome  di Down  è  determinata  da  un’irregolarità  del  Cromosoma  21  che  è  fra  i  più  piccoli  fra  i cromosomi autosomi.  Ma  è  sufficiente  anche  una  piccola  anomalia  per  produrre  un  grande  danno.  Fra  i  casi Down troviamo una grande gamma di gravità. Alcuni casi sono quasi impercettibili e questi soggetti hanno un buon grado di apprendimento e di autonomia. Hanno, comunque, tutti un grande indice di affettività  e  di  socialità.  Generalmente  i  soggetti  affetti  da  questa  Sindrome  hanno  anche  un  alto indice di sterilità. [Clicca sulla tabella per ingrandirla]

tabella sindromi cromosomiche

Vi  siete  mai  chiesti  come  mai  oggigiorno  non  si  vedono  più  casi  gravi  di  Sindromi Cromosomiche?  Questo  è  dovuto  al  fatto  che  l’amniocentesi  o  la  villocentesi  vengono  fatte  nei primi mesi di gestazione e quindi permettono di riconoscere i feti con Sindromi e di provvedere ad eliminarli.  Questo  non  indica  che  la  società  abbia  un  più  elevato  grado  di  normalità.  Vengono semplicemente fatti abortire, mentre i casi più gravi sono abortiti spontaneamente.

Le Monosomie. Si chiamano monosomie quei casi in cui c’è un cromosoma in meno rispetto al cariotipo normale. Non ci sono casi di monosomia fra le coppie di cromosomi 1-22, cioè quelle che codificano prevalentemente i caratteri somatici e che vengono definite ‘autosomi’. Autosomi sono perciò quelle coppie che ‘non’ determinano il sesso ma altri caratteri genetici.

Tutti  i  casi  di  monosomia  riguardano  ‘solo’ la coppia  numero  23,  quella  che  determina prevalentemente i caratteri sessuali. Qui manca un cromosoma: o manca il cromosoma Y o manca l’altro  cromosoma  X.  Rimane  perciò  solo  il  cromosoma  X.  Quindi  è  una  Sindrome  che  colpisce solo  le  femmine.  Questa  monosomia  viene  chiamata  X0,  (x  zero)  perché  c’è  solo  il  cromosoma
sessuale X e manca quell’altro.

L’unica  monosomia  conosciuta  è  la  Sindrome  di  Turner.  Le  femmine  che  sopravvivono presentano alla pubertà una statura inferiore alla media, mammelle poco sviluppate e organi sessuali interni immaturi.

Ma, badate bene cosa hanno visto i genetisti in questo studio! Hanno visto che, sul campione di 100.000 casi studiati, solo 1358 sono casi di monosomia. E di questi solo 8 sono arrivati vivi alla nascita,  mentre  gli  altri  1350  casi  con  la  Sindrome  di  Turner  sono  nati  morti  o  sono  stati  abortiti spontaneamente.  Gli  individui  con  45  cromosomi,  perché  nel  cromosoma  23  manca  la  Y  o  la X, muoiono  subito  e,  se  magari  riescono  a  sopravvivere  per  qualche  anno,  ma  in  percentuale ridottissima  (8/100.000),  sono  destinati  a  morire  prima  di  raggiungere  l’età  fertile!  Nessuno  di questi  individui  con  un  cromosoma  in  meno  è  arrivato  all’età  fertile!  Il  rapporto  dice  tutto  quello che c’è da capire! Non arriveranno mai a generare!

Ma se il cromosoma ‘mancante’ interessa una delle altre coppie di cromosomi, vale a dire da 1 a 22,  il  feto  viene  abortito  prima  della  nascita.  Sempre!  Questo  dice  tutto!  Sfido  chiunque  a dimostrarmi che in natura sia possibile una Riduzione Cromosomica!

Tutti  gli  altri  casi  di  Sindrome  Cromosomica  hanno  un  cromosoma  in  più.  Questi  talvolta sopravvivono, ma sono sempre individui menomati.

Il passaggio logico per un evoluzionista sarebbe quello di riuscire a dimostrare che una riduzione in  termini  numerici  di  cromosomi  sia  possibile.  Io  non  voglio  nemmeno  stare  a  discutere  se  la mancanza  di  un  cromosoma  sia  migliorativa  o  peggiorativa perché,  anche  per  la  mancanza  di  un pezzettino piccolissimo di un solo cromosoma, ne va dell’individuo. Lo devasta! Ne viene fuori una cosa raccapricciante! Tecnicamente, se ne manca uno, l’individuo non sopravvive o vive per poco!

Questa è la prova che la Riduzione Cromosomica in termini numerici è impossibile! Perciò ho detto che  sfido  chiunque  voglia  controbattere  l’evidenza  di  questa  statistica!  Sfido  qualunque  genetista, medico,  biologo,  antropologo,  veterinario… a dimostrarmi  il  contrario!  Ma  con  dati  alla  mano!

Dovrebbe dimostrarmi che nella specie umana esistono dei casi di individui con 45 cromosomi, che possano  essere  in  grado  di  generare  e  …  in  modo  migliorativo!  Si  tratterebbe  di  provare  le medesime  circostanze  di  quanto  essi  suppongono  sia  successo  nel  passaggio  dalla  scimmia all’uomo. Dovrebbe dimostrarmi che, in una casistica di altri 100.000 casi, almeno qualche caso di monosomia è arrivato all’età fertile e, con 45 cromosomi, ha fatto figli. E in maniera ‘migliorativa’. Perché questo è il problema!

Ecco perché ho detto che finché qualcuno non mi porta un altro studio di altri 100.000 casi e non mi mostra che fra questi c’è una sia pur piccola percentuale che è arrivata all’età fertile passando da 46  a  45  cromosomi  e  poi  si  è  riprodotta  facendo  figli  con  un  altro  individuo  di  45  cromosomi  ‘in maniera  migliorativa’,  non  lo  ascolto.  Perché  questo  sarebbe  stato  il  passaggio  che secondo  loro avrebbe dovuto avvenire: passare da 48 a 47 cromosomi e poi da 47 a 46, in maniera migliorativa, visto che noi abbiamo caratteristiche superiori alle scimmie.

La Riduzione Cromosomica che l’evoluzionismo sostiene è praticamente impossibile!

Se  noi  seguiamo  questo  ragionamento  che  parte  dall’osservazione  scientifica  e  osserviamo  le scimmie, dobbiamo constatare che una scimmia ‘viva’ con 47 cromosomi, cioè con un cromosoma mancante, non si è trovata mai! Soprattutto una scimmia femmina adulta in grado di riprodursi, non si è trovata mai! Questo è l’anello mancante!

Quindi,  la  conclusione  che  da  un  punto  di  vista  scientifico  possiamo  trarre  studiando  le monosomie e comparando i dati ottenuti con le ipotesi evoluzionistiche è che queste sono eretiche e rivoluzionarie.  Eretiche  perché  smerciano  una  bugia  venduta  a  livello  planetario  come scientificamente  provata  perché,  nonostante  sia  ormai  chiaro  sia  da  un  punto  di  vista  biologico, biochimico,  statistico-matematico  che  l’evoluzionismo  neodarvinista  è  privo  di  fondamento,  tale teoria  viene  presentata  nei  libri  di  testo  scolastici,  nei  musei  e  nei  congressi  come  vera,  e  gli scienziati dissenzienti ostracizzati e messi a tacere. Io sono un semplice medico ma vorrei far notare come  la  soluzione  proposta  dagli  scienziati  che  dicono:  “L’ipotesi  più  verosimile  per  spiegare queste differenze nel numero dei cromosomi è quella di una fusione “end to end” fra due piccoli cromosomi che potrebbe essere avvenuta in un ‘preominide ancestrale’ producendo un’importante distinzione fra il cariotipo delle Antropomorfe e quello dell’Uomo” è semplicemente ridicola!

In conclusione: non vedo come, alla luce di quanto sopra esposto sulle Sindromi Cromosomiche, si  possa  ipotizzare  un  passaggio  da  48  a  46  cromosomi  posto  che  la  sola  assenza  di  piccolissimi frammenti di cromosoma (delezione) sia sempre nel 100% dei casi francamente patologica.

Le Trisomie. Nel caso di un solo cromosoma in più, abbiamo le Trisomie, ossia 3 cromosomi in una coppia invece di 2. Quegli individui che hanno un cromosoma in più hanno maggiori possibilità di vita rispetto a quei soggetti colpiti da Monosomia, ma con un’aspettativa di vita sempre limitata nel tempo e con caratteri sempre peggiorativi.

Fra  tutte  le  anomalie  cromosomiche  le  Trisomie  sono  le  più  frequenti  e  le  più  osservabili. Comunque, l’attesa di vita è molto ridotta. Praticamente, le Trisomie sono quasi tutte, destinate ad aborti spontanei.

Le  trisomie  possono  riguardare  tutte  le  coppie  di  cromosomi,  sessuali  e  non.  Tutti  i  casi  di Trisomia  cromosomica  ‘sessuale’  riguardante  il  cromosoma  numero  23  sono  casi  in  cui  c’è  un cromosoma ‘sessuale’ in più: possono essere XYY, XXY, XXX.

Fra  quelle  ‘non  sessuali’,  dette  autosòmiche,  la  più  frequente  è  la  Sindrome  di  Down  che interessa  il  cromosoma  numero  21.  Sul  campione  di  100.000  casi  studiati,  463  sono  Down,  ma  di questi  solo  113  sopravvivono.  Praticamente  solo  1  bambino Down  su  3  sopravvive.  Gli  altri  350 vengono abortiti spontaneamente durante la gestazione.

Quello  che  constatiamo  oggi  è  che  le  Trisomie  compatibili  con  la  vita  sono  solo  quelle  dei cromosomi  di  piccole  dimensioni  e  che  portano  una  numerazione  più  alta,  come  la  Sindrome  di Down  che  è  da  una  parte  quella  ad  incidenza  numerica  più  alta  rispetto  a  altre  Trisomie autosomiche  come  la  7  o  la  13  o  la  18  ma,  d’altra  parte,  anche  quella  con  un  grado  di compromissione sindromica più basso.

Ci  siamo  mai  chiesti  perché  esiste  la  Sindrome  di  Down,  ossia  perché  esiste  la  Trisomia  del cromosoma  numero  21,  e  non  per  esempio  la  Trisomia  del  cromosoma  1  o  2?  Perché,  se  già  una  piccolissima  alterazione  di  un  cromosoma  così  piccolo  come  il  cromosoma  21,  il  più  piccolo  dei cromosomi, può portare conseguenze così devastanti, figuriamoci cosa sarebbero le alterazioni del cromosoma numero 1 o 2 che sono molto più grandi! Nel cromosoma 21, se poi lo srotoliamo, quel filamento chissà quanto è lungo! Ma le informazioni contenute nel cromosoma 21 sono comunque in  quantità  inimmaginabile!  Ecco  perché  non  ci  sono  Trisomie  del  cromosoma  1  o  del  2:  perché immediatamente muoiono. Sono i così detti ‘aborti spontanei’.

Quindi, più sono grandi i cromosomi, più è pesante la selezione della natura che interviene con un  aborto.  A  volte  non sopravvivono  nemmeno  per  potersi  piazzare  sulle  pareti  dell’utero.  Nella colonna dei nati vivi, i cromosomi più pesanti, i più grandi, hanno come valore: 0. Addirittura, nel cromosoma 1 nemmeno fra gli aborti o i nati morti c’è un dato positivo! Con il cromosoma alterato numero  2  sono  stati  trovati  159  aborti  e  ‘nessun’  sopravvissuto.  Le  Trisomie  che  interessano cromosomi di grandi dimensioni sono sempre destinate all’aborto e mai alla sopravvivenza. Infatti, nelle coppie di cromosomi dal numero 1 al 12, i nati vivi sono tutti 0. Ciò significa che fra tutte le Trisomie    dal  cromosoma  1  al  12  non  vi  è  alcun  caso  di  un  individuo  che  sia  nato  vivo.  Si riscontrano  dei  nati  vivi  solo  in  sindromi  trisomiche  che  riguardano  cromosomi  più  piccini  e  gli effetti  sono  terrificanti.  Quindi,  quando  avviene  un  concepimento  dove  c’è  un’alterazione  dei cromosomi più grandi, l’ovulo non si impianta nemmeno. Quando la donna ha una mestruazione un pochino  diversa,  e  la  interpreta  come  un  fatto  di  routine,  o  perché  ha  il  flusso  un  po’  più abbondante,  o  magari  perché  ritarda  di  qualche  giorno,  molto  probabilmente  si  tratta  di  un  aborto spontaneo.  Spesso  questi  sono  aborti spontanei  e  sono  legati  a  anomalie  che  hanno  interessato  i cromosomi più grandi!

In  altre  parole,  gli  individui  con  47  cromosomi  possono  sopravvivere  ed  arrivare  in  età  adulta, anche se sono generalmente sterili e con attesa di vita sensibilmente più bassa rispetto ai sani, solo se la Trisomia interessa un piccolo cromosoma. Le altre Trisomie hanno poca chance di arrivare alla sopravvivenza e spesso esitano in aborti già nei primi giorni o settimane di gravidanza. In genere gli individui che sopravvivono hanno solo una piccola delezione di quella Trisonomia.

Vediamo  cosa  succede  delle  altre  Trisomie,  a  parte  quella  del  cromosoma  21.  Fra  le  poche Trisomie che possono sopravvivere sono: quella del cromosoma 7, detta ‘Sindrome di Williams’, del  cromosoma  13,  detta  ‘Sindrome  di  Patau’,  e  quella  del cromosoma  18,  detta  ‘Sindrome  di Edwards’. Ma la loro aspettativa di vita è sempre assai ridotta.

Sommando  tutte  le  sindromi  comprese  fra  il  cromosoma  7  e  il  20,  sui    100.000 casi  del campione, solo 30 sono nati vivi: una cifra praticamente irrisoria e sempre con menomazioni varie. Sopravvivono solo casi colpiti da una delezione in cui il cromosoma sia solo leggermente toccato. Oggi conosciamo gli effetti devastanti che produce sugli esseri umani la presenza di un cariotipo trisomico (47 cromosomi) o polisomico (48 cromosomi). E quelli che sopravvivono, lo sono sempre per periodi molto ridotti rispetto a una persona normale.

Fra le modificazioni cromosomiche meno gravi troviamo le così dette ‘Malattie rare’ che sono in  realtà  delle  malattie  genetiche,  ma  non  sono  incompatibili  con  la  vita  né  con  la  fertilità.  Se  ne contano  oggi  più  di  370  tipi  e  sono  in  continuo  aumento  perché gli  studi  sono  sempre  più approfonditi.

Le  Polisomie. Infine  ci  sono  le  Polisomie.  Le  Polisomie  si  verificano  quando  ci  sono  48  e,  in certi casi eccezionali, anche 49 cromosomi o più.  È la Sindrome di Klinefelter. È un’alterazione della coppia 23, ossia dei cromosomi sessuali. Colpisce solo i maschi che spesso sono più alti della media.  Presentano  testicoli  sottosviluppati,  parziale  sviluppo  delle  mammelle  e  a  volte  hanno un’intelligenza inferiore alla media. Possono presentarsi con XXY, con XXXY o con XXYY.

Generalmente le Polisomie in natura sono bocciate subito, ancor prima di nascere.

Per saperne di più è possibile consultare degli Istituti che studiano unicamente il genoma.  Un  laboratorio  di  genetica  molecolare  particolarmente  avanzato  può  essere  il  ‘Centro  Genoma’ di Roma, ma oggi ce ne sono anche altri presso le maggiori Università di Medicina, come Firenze, Milano,  Padova  ….  Lì  troviamo  annoverate  molte  altre  sindromi  che,  per  semplificare,  in  questa esposizione eviterò di nominare.

Alcune immagini di Sindromi Cromosomiche

Ora guardiamo cosa succede quando c’è una Trisomia, ossia un cromosoma in più.

Della  Sindrome  del  cromosoma  21  non  vi  porto  alcun  caso  perché  presumo  che  ne  conosciate. Sono i bambini Down. Solo negli anni ‘60 è stato possibile mettere in correlazione questa Sindrome con il patrimonio genetico. Quindi la conoscenza della sua causa è recentissima.

Vediamo invece che individui vengono fuori dalle Trisomie 7, 13, 18.

Nella  Sindrome  di  Williams  abbiamo  interessato  il  cromosoma  7.  Da  una  piccolissima alterazione, o micro-delezione, che significa che manca un pezzettino piccolissimo del cromosoma 7, ecco cosa viene fuori in questi poveri bambini! Sono immagini che io non commento nemmeno! Qui non c’è un cromosoma in più né manca un cromosoma, ma vi è solo una delezione, ne manca solo  un  pezzettino!  L’individuo  ne  viene  fuori  devastato.  Lascio  a  ciascuno  fare  le  sue  riflessioni.

Sono immagini che ho fotocopiato dai testi di studio.

[Abbiamo riportato solo la foto meno impressionante; chi volesse vederle tutte, può trovarle sul PDF originale]

Quest’ultima  è  la  foto  di  un  bambino  di  colore,  segno  che  le  Sindromi  sono  presenti  in  tutte  le razze della specie umana.

Quelle  che  seguono  sono,  invece,  immagini  della  Sindrome  di  Patau: la Trisomia  del cromosoma 13.

Guardiamo  anche  qui:  basta  che  nella  coppia  13  ci  sia  un  cromosoma  in  più  ed  ecco  cosa  ne viene fuori! Ovviamente questi bambini non sopravvivono.

Qui  abbiamo  visto  come  un’alterazione  del  patrimonio  genetico  agisce  in  maniera  devastante  e porta all’aborto. Questi bambini non potevano nascere vivi.

Ricordo  ancora  con  orrore  e  con  pietà  i  recipienti  di  vetro  pieni  di  formaldeide  che  nel  Museo dell’Istituto  di  Medicina  Legale  e  di  Anatomia  Patologica  dell’Università  degli  Studi  di  Firenze sono allineati in scaffali impolverati. Dentro quei recipienti si conservano i corpi mostruosi, straziati da Sindromi Cromosomiche, di poveri bambini non sopravvissuti per via di cariotipi incompatibili con  la  vita.  Sembrano  dei  veri  e  propri  mostri!  Andai  a  visitarlo  non  appena  mi  fui  iscritto  a Medicina. Vi  andai  già  nel  primo  mese.  Là  erano  conservati  e  classificati,  come  in  un  museo,  gli aborti di quei bambini che erano venuti fuori da interruzioni spontanee di gravidanza al 4°, 5°, 6° e anche  al  7°  mese.  Ho  ancora  presenti  tutti  quelli  scaffali  con  quei  barattoloni  pieni  di  formalina, grandi quanto basta per contenere un feto. E tutti questi feti allineati erano conservati perfettamente.

Per  me  è  stato  shoccante!  Uno  spettacolo  come  quello  basta  e  avanza!  La  Valtrota  ci  ha  spiegato chiaramente cos’erano i ‘mostri’. Lo vedremo più avanti. E questi non sembrano bambini, sembrano mostri!

Vediamo ora una micro-delezione sempre della Trisomia 13

Ora vediamo un caso della Sindrome di Edwards: la trisomia del cromosoma 18.

Guardate qui cosa succede! Questo è un caso di Anencefalia: un bambino mutilato del cervello.

Noi  non  abbiamo  oggi  a  livello  scientifico  dati  realistici  da  portare.  Quelli  che  abbiamo  sono sempre  stime  imprecise  per  difetto.  Non  sono  ancora  stati  fatti  certi  studi.  Bisognerebbe  prendere tutti  gli  aborti,  studiarli  e  catalogarli.  Perché  la  maggior  parte  degli  aborti  spontanei  non  viene nemmeno  percepita  come  aborto.  Se  accade  nella  settimana  iniziale,  e  si  ravvisa  solo  qualche ritardo  del  ciclo,  da  28  a  32  giorni,  spesso  si  tratta  di  un  aborto  spontaneo  che  passa  inosservato.

Come  facciamo  in  questi  casi  ad  avere  dati  scientifici  se  non  abbiamo  il  materiale?  Questi  non vengono nemmeno classificati. Dovremmo avere il patrimonio genetico di quelle poche cellule che sono state espulse naturalmente e studiarle.  Il  numero  degli  aborti  spontanei  è  altamente  sottostimato.  Questa  è  la  realtà.  Noi  non  abbiamo nemmeno  l’idea  di  quanto  numerosi  siano!E  questo  i  ginecologi  lo  sanno  e  lo  dicono.  Molti concepimenti non vanno a buon fine. In questi casi c’è il concepimento e subito dopo l’aborto. Ecco perché nascono morti.

Qui  noi  facciamo  una  conta  grossolana,  ma  ricordiamo  che  quando  si  toccano  i  cromosomi maggiori o non attecchiscono nemmeno o vengono espulsi come aborti e, se ne manca anche solo un  piccolissimo  frammento,  cioè  se  c’è  una  così  detta  ‘delezione’,  l’individuo  ne  viene  fuori devastato!

Ecco 2 esempi di delezione della Sindrome di Edwards.

Questi  bimbi  sono  nati  vivi,  ma  si  vede  cosa  succede  per  un  cromosoma  in  più  nella  coppia numero 18! Il bambino, se nasce, nasce in queste condizioni!

Non sto a fare l’elenco di tutte le patologie di cui soffrono questi bambini!

Quella  che  segue  è  ancora  un’immagine  della  trisomia  18  o  Sindrome  di  Edwards.  Qui  il bambino è colpito agli arti.

Le immagini qui raccolte si commentano da sole.

Ricapitolando

La tesi che portano avanti gli Evoluzionisti e i Neodarvinisti è la Riduzione Cromosomica da 48 a  46  cromosomi  ‘dovuta  al  caso’,  dicono  loro,  per  delle  modifiche  spontanee  dei  cromosomi.  Ma studiando quella tabellina abbiamo visto cosa avviene quando siamo in presenza di una mutazione spontanea.

Nella  Monosomia  del  cromosoma  23,  cioè  la  sola  Sindrome  che  riscontra  un  cromosoma  in meno, la percentuale di sopravissuti è di 8 su 100.000, che equivale allo 0,08/1000, senza contare che  la  menomazione  è  sessuale  e  ciò  determina  l’impossibilità  a  procreare.  Quindi,  la  speranza  di una possibilità della validità dell’ipotesi di una Riduzione Cromosomica è praticamente nulla. Non
esistono altri tipi di monosomia.

Inoltre,  al  di  là  di  ogni  possibile  logica  e  considerazione  sul  fatto  che  il  deficit  a  livello cromosomico  delle  coppie  1-22  non  permetta  la  sopravvivenza,  resta  il  fatto  che  si  perderebbero delle  informazioni  a  livello  cromosomico,  e  questa  perdita  devasterebbe  gli  individui,  sempre.

Infatti,  anche  la  perdita  di  una  parte  soltanto  di  un  cromosoma,  benché  piccola,  cioè  una ‘delezione’,  non  è  mai  migliorativa,  ma  sempre  peggiorativa.  C’è,  poi,  questa  statistica  numerica, semplicemente da pallottoliere, che taglia la testa al toro. In conclusione, non si può ipotizzare che l’uomo possa derivare dalla scimmia! Non solo non si può dimostrare, ma non si può nemmeno ipotizzare guardando questi dati scientifici!

L’analisi  delle  Sindromi  Cromosomiche  note,  e  la  ricerca  su  quelle  Sindromi  definite criptogenetiche, molte delle quali ancora ignote, sono la premessa per capire sempre meglio  come un passaggio tra le scimmie antropomorfe e l’uomo sia tecnicamente impossibile a livello genetico.

Fino  ad  oggi  non  esistono  spiegazioni  scientifiche  che  riescano  a  dimostrare  questo  aspetto supportando la teoria evoluzionistica che presuppone una Riduzione numerica non di uno ma di ben due  cromosomi  per  passare  dal  cariotipo  scimmiesco  (48  cromosomi)  a  quello  umano  (46 cromosomi). In conclusione, una Riduzione Cromosomica in natura non esiste perché la natura la boccia in partenza! La mancanza di un cromosoma, o Monosomia, è sempre incompatibile con la vita.

Quando  ero  giovane  studente  di  medicina  ci  insegnavano  che  madre  natura  aveva  dei meccanismi  eugenetici  di  protezione  della  specie.  Nel  mondo  degli  animali  domestici,  che  sono comunque  spesso  geneticamente  incrociati  per  ottenere  razze  con  determinate  caratteristiche, l’incidenza delle Sindromi Cromosomiche diventa evidente solo quando si verificano esposizioni a dosi  altissime  di  radiazioni  ionizzanti    (es.  gli  animali  presenti  nell’area  circostante  a  Chernobil).

Questo perché si tratta di incroci di ‘razze’ appartenenti tutte alla ‘specie canina’ per cui gli incroci sono possibili senza causare anomalie cromosomiche. Ma dove non si tratti di differenti razze ma di differenti  specie,  esiste  una  barriera  genetica  invalicabile  fra  una  specie  ed  un’altra.  Infatti  per convenzione  si  parla  di  ‘specie’  per  definire  un  gruppo  di  individui  ‘geneticamente  isolato’,  ossia non fertile con individui di altre specie.

A dispetto di ciò che vanno dicendo i Teo-evoluzionisti che, per far entrare in qualche modo Dio come  Creatore  nella  teoria evoluzionista,  vanno  supponendo  che  Dio  abbia  impresso  al  creato  in fase  ancora  iniziale  un  ‘input’  affinché  la  natura  si  evolvesse  da  sola  senza  ulteriori  interventi creativi,  la  loro  teoria  non  risolve  il  rapporto  fra  Fede  e  Scienza.  Essa  infatti,  ricade nell’evoluzionismo  e,  per  gli  stessi  motivi,  è  bocciata  in  partenza.  Potremmo  dire,  piuttosto,  che questa  teoria  manca  sia  di  Fede  che  di  Scienza.  È  un  compromesso  che  non  soddisfa  neppure  la ragione.

La  verità  è  che  se  vogliamo  una  soluzione  logica,  l’unica  che  rispetti  la  Fede  e  la  Scienza, dobbiamo  escludere  la  Riduzione  Cromosomica  e  riconoscere  la  necessità  di  infiniti  interventi  di Dio, tanti quante sono le specie, e, per la precisione, ‘due’ interventi diretti per la creazione dei due capostipiti di ogni singola specie, la femmina e il maschio. Quindi, l’unica soluzione è questa: per passare  da  una  specie  ad  un’altra  e  in  particolare  da  una  specie  di  scimmie  all’uomo  ci  voleva necessariamente l’intervento creatore di Dio!

Per  concludere,  penso  che  dobbiamo  smetterla  di  comportarci  in  maniera  remissiva  quando sosteniamo che ‘Dio ha creato singolarmente ogni specie’ seguendo un ‘philon’  di sempre maggior complessità. Dobbiamo smetterla di accettare che l’ultimo pseudo scienziato si metta in cattedra e che da noi voglia delle prove, mentre lui non ne porta una! Trattiamoci da pari a pari: “Tu mi dici che  l’evoluzionismo  ha  ragione?  Spiegami  allora,  tecnicamente,  come  è  successo  che  da  48 cromosomi  siamo  passati  a  46!”.  Perché,  da  quanto  abbiamo  visto,  non  solo  la  mancanza  di  un cromosoma  non  è  concepibile  che  porti  un  miglioramento,  ma  neanche  la  presenza  di  un cromosoma in più. Gli individui che soffrono di Sindrome Cromosomica sono tutti menomati!

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